Termografia con droni: le principali anomalie rilevabili nei pannelli fotovoltaici
1. Introduzione
Sebbene si possano riciclare i pannelli fotovoltaici, come evidenziato su Repubblica, la perdita di efficienza di un impianto fotovoltaico è un processo naturale, ma spesso è accelerato da difetti critici invisibili a occhio nudo. Questi problemi, se non identificati, causano perdite economiche e seri rischi per la sicurezza.
La termografia aerea condotta con droni professionali (UAS) è oggi la soluzione più efficace per la manutenzione predittiva (O&M). Questa tecnologia mappa rapidamente vaste aree, identificando con precisione le anomalie termiche che segnalano un malfunzionamento. Per un gestore di asset, questi dati sono fondamentali per pianificare interventi mirati e proteggere il ritorno sull’investimento (ROI).
2. Perché l’ispezione con drone batte l’analisi da terra?
L’analisi manuale da terra è lenta, potenzialmente rischiosa per gli operatori, specialmente in quota, e spesso parziale, risultando impraticabile per impianti di grandi dimensioni. Fortunatamente l’impiego di droni professionali supera queste criticità.
Uno dei vantaggi principali dell’approccio aereo è sicuramente la velocità, poiché la copertura di ettari in poche ore, contro i giorni necessari per un’analisi manuale è un’evidenza pratica che può fare la differenza. Anche la sicurezza ne beneficia notevolmente; infatti, non c’è nessun rischio per gli operatori, che non devono accedere a coperture o aree pericolose.
Da non sottovalutare nemmeno la visione zenitale (dall’alto) che permette un confronto ottimale delle stringhe e l’identificazione di pattern anomali; oppure l’accuratezza che considera i dati georeferenziati capaci di localizzare il pannello difettoso con precisione centimetrica, spesso integrabili con l’aerofotogrammetria. Come si può dedurre, queste capacità si inseriscono in un contesto più ampio di ispezioni aeree professionali per infrastrutture complesse.
3. Mappatura delle anomalie: cosa rileva una termocamera professionale
Un sensore termografico radiometrico professionale classifica i difetti misurando la temperatura esatta di ogni pixel. Questo permette di identificare diverse tipologie di guasti, ognuna con un impatto specifico su produzione e sicurezza.
Le anomalie più comuni rilevabili con tale tecnologia sono molteplici, ma si possono identificare elementi specifici come hotspot, diodi di bypass difettosi e PID.
3.1. Hotspot (celle surriscaldate)
Sono punti o singole celle con temperatura nettamente superiore, causati da micro-fratture, difetti di fabbricazione, mismatch o sporco localizzato. Riducono la produzione e, a lungo andare, portano a un degrado irreversibile (effetto browning), con potenziale rischio di incendio.
3.2. Diodi di bypass difettosi (anomalie di stringa)
Un guasto a questi componenti, che servono a escludere sezioni del pannello in ombra, provoca surriscaldamenti anomali o la disattivazione ingiustificata di parti del pannello. Questo causa una perdita di produzione immediata e un forte stress termico sulla scatola di giunzione (junction box).
3.3. PID (Potential Induced Degradation)
È un degrado sistemico causato da elevate differenze di potenziale tra le celle e la cornice. Appare termograficamente come un gradiente di temperatura su intere file di pannelli. È un problema silenzioso che riduce progressivamente l’efficienza dell’intero impianto.
3.4. Altre anomalie (connessioni e incuria)
La termocamera è estremamente efficace nel rilevare surriscaldamenti in junction box o quadri elettrici, spesso indice di connessioni allentate (rischio arco elettrico). Mappa inoltre problemi di soiling (sporco) uniforme o ombreggiamenti da vegetazione, tutti fattori che incidono sulla produzione.
4. Non basta un drone: perché la normativa e la competenza fanno la differenza
L’efficacia dell’ispezione dipende tanto dalla tecnologia quanto dalla piena conformità normativa e dalla competenza tecnica. Un operatore non qualificato espone il committente, PMI o azienda di grandi dimensioni a rischi legali e produce dati inaffidabili. Un operatore professionale deve garantire il rispetto del quadro normativo europeo e nazionale con:
- requisiti amministrativi: è obbligatoria la registrazione dell’operatore sul portale D-Flight e la stipula di un’adeguata assicurazione R.C.;
- competenza del pilota: il pilota remoto deve possedere le abilitazioni richieste (es. A1-A3, A2) ed essere formato per operare in scenari complessi;
- gestione spazio aereo: volare su impianti industriali (spesso situati in “zone rosse” come ATZ, P, R) richiede un’analisi del rischio e autorizzazioni specifiche che solo operatori specializzati, conformi alle normative EASA e ENAC, possono gestire.
Oltre alla normativa, contano gli aspetti tecnici, ma come identificare le caratteristiche principali? L’abilitazione al volo non implica la competenza termografica. Per interpretare correttamente i dati e distinguere un difetto reale da un falso positivo, è necessaria una formazione specifica, idealmente una certificazione (come il 2° livello secondo la norma UNI EN ISO 9712).
Sono indispensabili anche sistemi professionali dotati di termocamere radiometriche ad alta risoluzione, non comuni droni consumer. Ma il vero valore per il cliente risiede nel report analitico. Questo documento deve mappare ogni anomalia, classificarla per gravità e fornire la sua esatta geolocalizzazione (GPS), rendendolo uno strumento operativo per le squadre di manutenzione.
5. Overfly.me: il partner per l’ispezione termografica del tuo impianto
La scelta del partner tecnico diventa, quindi, molto importante. Overfly.me, è specializzata in servizi aerei professionali per una clientela corporate, industriale e istituzionale.
L’approccio di Overfly.me si distingue per:
- esperienza e autorizzazioni: tra i primissimi operatori autorizzati ENAC per “Operazioni Specializzate Critiche” (già nel 2015). L’azienda gestisce internamente l’intero complesso iter autorizzativo per il volo;
- specializzazione B2B: un focus esclusivo su clienti industriali e corporate, escludendo servizi per privati. Questo garantisce la piena comprensione delle esigenze tecniche, degli standard di sicurezza e della reportistica del mondo industriale;
- competenza certificata: tutte le attività sono svolte da personale qualificato, in possesso delle massime abilitazioni per l’impiego di droni e con esperienza pluriennale specifica nell’analisi termografica;
- copertura nazionale: grazie a una rete capillare, Overfly.me opera come interlocutore unico su tutto il territorio nazionale, garantendo uno standard qualitativo omogeneo.
Maggiori dettagli del servizio sono disponibili alla pagina dedicata alla termografia con drone.
6. Trasformare i dati termici in profitto
Le anomalie che possono presentarsi nei pannelli fotovoltaici sono diverse e rilevarle non è sempre semplice. Sempre più aziende si affidano alla termografia con droni per velocizzare il processo di analisi e monitoraggio degli elementi dedicati all’energia pulita.
Un’ispezione termografica aerea non è un costo, ma un investimento strategico nella manutenzione predittiva. Permette di identificare e correggere piccole anomalie prima che evolvano in guasti gravi, massimizzando la produzione energetica e il ritorno economico dell’investimento.
Contattare Overfly.me per pianificare un’ispezione è il primo passo per assicurarsi che il proprio impianto stia performando al 100% del suo potenziale.



