Operazioni specializzate droni: cosa sono e quali sono i requisiti per realizzarle a norma di legge
Cosa sono le operazioni specializzate previste dal regolamento ENAC droni e quali sono i requisiti necessari per metterle a punto.
Il Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, conosciuto anche come Regolamento ENAC droni, disciplina le operazioni specializzate con droni, come le riprese aeree, la fotogrammetria con drone e molto altro ancora.
Nel corso di questo articolo andremo a vedere cosa sono queste particolari attività, qual è la differenza tra operazioni specializzate critiche e non critiche e quali sono i requisiti per compierle a norma di legge.
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Operazioni specializzate droni: cosa sono?

Le operazioni specializzate ENAC sono delle attività svolte a titolo professionale mediante l’utilizzo di un SAPR, ovvero un sistema aereo a pilotaggio remoto.
Un operatore di droni può svolgere queste prestazioni sia a titolo oneroso che gratuitamente, a sua discrezione.
Addentrandoci nello specifico, le operazioni specializzate previste dal Regolamento ENAC sono:
- riprese con drone cinematografiche e televisive
- servizi fotografici
- sorveglianza del territorio o di impianti
- monitoraggio ambientale
- impieghi agricoli
- fotogrammetria con drone
- pubblicità
- addestramento
- ispezioni
In realtà il Regolamento non circoscrive i possibili servizi con drone a queste attività, tanto che ne parla come degli esempi.
Insomma, sembra che per operazione specializzata si intenda qualsiasi servizio svolto a norma di legge mediante l’utilizzo di un drone.
Devi inoltre sapere che l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile distingue le operazioni specializzate SAPR in critiche e non critiche.
Andiamo a vedere, di seguito, di cosa si tratta.
Leggi anche: Autorizzazione ENAC per droni: come verificare che il tuo operatore ne abbia realmente una
Le operazioni specializzate critiche con drone
Come avrai capito dal nome, queste attività professionali sono molto delicate e comprendono il sorvolo di:
- Zone congestionate
- Agglomerati urbani
- Infrastrutture sensibili
Ciò che non è permesso nella quasi totalità dei casi è il sorvolo di assembramenti di persone.
In ogni modo, un operatore può svolgere operazioni critiche con drone laddove vi sia un livello di sicurezza conforme all’esposizione al rischio e soltanto dopo aver ottenuto l’autorizzazione ENAC o aver presentato una particolare dichiarazione.
Nello specifico, gli operatori e i piloti possono limitarsi a inviare una dichiarazione quando l’operazione critica ricade negli scenari standard ENAC.
Il documento deve attestare la rispondenza a uno degli scenari standard e prevedere i limiti applicati alle condizioni di volo previste.
Quando l’operazione critica non rientra negli scenari standard, l’operatore deve inviare la domanda di autorizzazione all’ENAC e attendere il permesso dell’Ente prima di procedere.
Un operatore può condurre operazioni specializzate critiche nelle seguenti condizioni di volo:
- VLOS (Visual Line Of Sight), ovvero volo a vista. In questo caso il pilota può tenere sotto controllo il drone visivamente in ogni istante dell’operazione.
- EVLOS (Enhanced Visual Line Of Sight). Durante l’operazione, il pilota principale è affiancato da uno o più piloti di supporto che lo aiutano a tenere sotto controllo il velivolo e comunicano con lui via radio. Nel caso in cui il pilota principale perda il controllo visivo del drone, un pilota di supporto prenderà il controllo dell’operazione.
- BVLOS (Beyond Visual line of Sight). In questo caso il drone vola oltre la linea visibile dall’operatore, rappresentata da ostacoli (ad esempio edifici) o, talvolta, dall’orizzonte. Naturalmente, l’operazione dev’essere condotta esclusivamente in condizioni di massima sicurezza.

Vediamo ora quali sono le operazioni non critiche.
Operazioni specializzate non critiche: cosa sono?
Le operazioni specializzate non critiche con drone sono attività professionali che non prevedono il sorvolo di agglomerati urbani, zone congestionate e aree nei pressi di infrastrutture sensibili.
Nello specifico, durante un’operazione non critica il drone deve mantenere una distanza di sicurezza in linea orizzontale di almeno 150 metri dalle aree congestionate e di almeno 50 metri dalle persone che non sono sotto il diretto controllo del pilota.
Al contrario delle operazioni critiche, quelle non critiche possono essere anche non specializzate (dunque condotte a scopo ludico).
In ogni caso, che siano professionali o meno, le operazioni non critiche devono mantenere la condizione di VLOS, ovvero volo a vista. In alcun modo possono prevedere le modalità EVLOS e BVLOS.
Una volta chiarita la definizione di operazioni specializzate critiche e non critiche, andiamo a vedere quali sono i requisiti indispensabili per svolgerle a norma di legge.
Leggi anche: Scenari standard ENAC 2020: questi quelli ufficiali
Requisiti per svolgere operazioni specializzate critiche e non critiche
Per poter mettere a punto le attività specializzate con droni, sia critiche che non critiche, un operatore SAPR deve possedere i seguenti documenti e le seguenti autorizzazioni:
- Attestato di pilota APR
- Permesso di volo
- Autorizzazione ENAC per operazioni specializzate
L’autorizzazione ENAC è necessaria solo se le operazioni non rientrano negli scenari standard droni, descritti nel Regolamento ENAC.
Quando invece le operazioni rientrano in questi scenari, l’operatore può semplicemente inviare una dichiarazione tramite il portale D-Flight, nella quale dichiara che l’operazione sia perfettamente conforme agli scenari descritti dall’ENAC e verrà svolta nel rispetto degli obblighi del caso.
Naturalmente, ogni drone deve essere assicurato in modo da garantire la sicurezza del pilota, dell’operatore e delle cose/persone che potrebbe coinvolgere in eventuali sinistri.
Personalmente, noi di Overfly possediamo l’autorizzazione ENAC per svolgere operazioni specializzate critiche, non critiche e miste e operiamo nel pieno rispetto delle normative.
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